Per anni, le obbligazioni sono state considerate lo strumento “tranquillo” per eccellenza. Una scelta rassicurante, solida, quasi automatica. Ma in un contesto economico dove l’inflazione galoppa, i tassi d’interesse oscillano, e i mercati sono sempre più imprevedibili, ha ancora senso parlare di obbligazioni come investimento sicuro? E, soprattutto, cosa deve sapere davvero un investitore prima di acquistare un titolo obbligazionario?

Questo articolo è pensato per rispondere a queste domande in modo chiaro, concreto e senza promesse illusorie.

Obbligazione non significa “zero rischio”

Una delle convinzioni più diffuse, e pericolose, è che le obbligazioni siano automaticamente sicure. In realtà, tutto dipende da chi le emette, da quanto durano, da come reagiscono ai tassi d’interesse e da cosa sta succedendo nel mondo in quel momento.

Prendiamo il caso dei titoli di Stato: sebbene siano più stabili di altri strumenti, non sono immuni da scossoni. Basti pensare al 2022: molti BTP a lunga scadenza hanno subito cali anche superiori al 20% a causa dell’aumento dei tassi da parte delle banche centrali. E non parliamo di obbligazioni spazzatura o esotiche, ma di titoli ampiamente diffusi nei portafogli degli italiani.

Quindi no, le obbligazioni non sono tutte uguali. E non sono sempre stabili. Comprenderlo è il primo passo per usarle davvero in modo intelligente.

Perché allora hanno senso?

Nonostante i rischi, le obbligazioni continuano a rappresentare una colonna portante della pianificazione finanziaria. Il motivo è semplice: sanno offrire qualcosa che pochi altri strumenti garantiscono. Prevedibilità dei flussi, protezione parziale nelle fasi di crisi azionaria, rendimenti certi (se portate a scadenza) e una tassazione vantaggiosa, nel caso dei titoli di Stato.

Ma attenzione: per ottenere questi vantaggi bisogna sapere cosa si sta acquistando, con quale obiettivo e con quale orizzonte temporale.

Un’obbligazione a 15 anni, ad esempio, può offrire una buona cedola… ma se hai bisogno di quei soldi tra due anni, potresti essere costretto a venderla in perdita.
Lo stesso vale per chi compra bond aziendali ad alto rendimento senza avere idea del rischio di credito dell’emittente.

Il contesto è tutto

Negli anni passati, con tassi d’interesse ai minimi storici, molti investitori hanno trascurato le obbligazioni, preferendo l’azionario o lasciando i soldi fermi sul conto. Oggi, con i rendimenti tornati su livelli più “normali”, le obbligazioni tornano ad essere interessanti. Ma vanno lette all’interno del contesto attuale.

Ad esempio, in un periodo di alta inflazione, acquistare obbligazioni a tasso fisso senza protezione reale può significare perdere potere d’acquisto anno dopo anno. Al contrario, alcuni strumenti come i BTP Italia o gli ETF obbligazionari inflation-linked possono offrire una protezione più concreta.

Il punto, quindi, non è tanto “obbligazioni sì o no”, ma quali obbligazioni, per chi, e in quale scenario economico.

Investire con criterio

Costruire una componente obbligazionaria nel proprio portafoglio richiede metodo. Serve valutare:

  • la durata dei titoli in rapporto agli obiettivi personali;
  • la solidità dell’emittente (che sia uno Stato, un’azienda o un ente sovranazionale);
  • la struttura della cedola (fissa o variabile);
  • il rischio di liquidità, spesso sottovalutato.

E soprattutto, serve comprendere se quell’investimento ha un senso nella tua strategia generale, oppure è solo una scelta “per sentito dire”.

Molti acquistano obbligazioni perché “è quello che fa mio padre”, o perché “me le ha proposte la banca”. Ma il denaro non si affida alla tradizione: si affida alla competenza.

Serve una guida

Le obbligazioni non sono strumenti da evitare, ma nemmeno da affrontare con leggerezza. Possono essere uno strumento prezioso, ma solo se inserite in una strategia più ampia, calibrata sulle reali esigenze e tolleranze dell’investitore.

Il mio lavoro, come consulente finanziario indipendente, è proprio questo: aiutarti a capire se, dove e quanto investire in strumenti obbligazionari, evitando scelte sbagliate e accompagnandoti nella costruzione di un portafoglio solido, coerente e sostenibile.

Vuoi capire se le obbligazioni fanno per te?

Scrivimi per una consulenza personalizzata. Analizzeremo insieme il tuo profilo, i tuoi obiettivi e ti aiuterò a capire quali strumenti possono davvero fare la differenza nella tua strategia.

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